L’INAIL ha pubblicato sul sito: www.inail.it nuove linee guida che integrano quelle del 2017.
Lo scopo principale è capire quanto la vita sociale e quella lavorativa, si intrecciano a causa si strumenti tecnologici in nostro possesso. Di fatto questi strumenti possono portare all’insorgenza del tecnostress, specialmente se il lavoro si svolge in smartworking o da remoto, che potrebbe causare: iperconnessione, sovrapposizione vita-lavoro, intensificazione dei ritmi e gestione virtuale delle relazioni.
Si effettua una valutazione dei rischi psicosociali emergenti connessi al lavoro da remoto, in telelavoro, in smart working e il lavoro a distanza o decentrato. Negli ultimi anni, il lavoro è cambiato radicalmente, spinto da digitalizzazione e lavoro da remoto.
Per rispondere a questi mutamenti, l’INAIL ha pubblicato nel 2025 un modulo aggiornato per valutare lo stress lavoro-correlato, che integra, senza sostituirle, le linee guida del 2017.
Il modello resta quello consolidato in quattro fasi:
• Propedeutica
• valutazione preliminare
• valutazione approfondita
• interventi
Per rispondere a queste nuove esigenze, il documento dell’INAIL propone strumenti specifici che si integrano alla metodologia esistente senza sostituirla.
Il modulo 2025 è un’opportunità concreta per migliorare il benessere organizzativo, evitare ed il burnout.



