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L’esposizione ad agenti cancerogeni nei luoghi di lavoro in Italia

19 Feb 2024

Il d.lgs. n. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni, ha riunito in un unico testo tutte le norme previste in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori, confermando l’impianto normativo relativo ai rischi connessi alla presenza di cancerogeni in azienda e alla sorveglianza sanitaria dei lavorati esposti.  A conclusione di questo inter legislativo e di adeguamento delle norme al progresso tecnologico, il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 183/2016 ha introdotto l’uso dello strumento informatico per il registro delle esposizioni occupazionali, prevedendo la completa gestione informatizzata e la trasmissione dei dati sui lavoratori esposti e sulle esposizioni lavorative on line tramite un applicativo web dedicato, fruibile dal sito istituzionale dell’Inail tra i servizi ‘online’ a disposizione degli utenti.

Un nuovo decreto interministeriale emanato l’11 febbraio 2021 recepisce anch’esso le indicazioni contenute nelle direttive (UE) 2019/130 e 2019/983, modificando ulteriormente l’Allegato XLIII del testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro e dotandolo di due nuovi processi:

– 7. Lavori comportanti la penetrazione cutanea degli oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all’interno del motore.

– 8. Lavori comportanti l’esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel.

Inoltre vengono inserite 13 nuove sostanze nell’Allegato XLIII, e i relativi valore limite di esposizione professionale su 8 ore (mg/m3).

La conoscenza della pericolosità delle sostanze chimiche utilizzate nei vari settori lavorativi e la loro quantificazione risulta di particolare importanza al fine di garantire la massima tutela della salute dei lavoratori.

Gli agenti cancerogeni e mutageni sono composti che, per azione protratta nell’organismo umano, sono in grado di provocare alterazioni genetiche e/o neoplasie nei soggetti esposti, anche a distanza di anni dal momento della cessazione dell’esposizione stessa.

La normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e introduzione s.m.i.) contiene prescrizioni specifiche e rigorose per la tutela dei lavoratori potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni e mutageni, considerata la loro pericolosità per la salute umana.

Ai sensi della direttiva sostanze pericolose, a ogni categoria erano associati specifici simboli, pittogrammi e frasi di rischio (R), che comparivano sulle etichette e sulle schede di sicurezza delle sostanze, in funzione delle categorie di classificazione.

A partire dal 1° giugno 2015, l’unica norma in vigore nell’Ue per la classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose e il regolamento UE n. 1272/2008, denominato CLP (Classification, Labelling and Packaging of Chemicals).

Il sistema CLP di etichettatura delle sostanze cancerogene e mutagene prevede:

  • introduzione di nuovi simboli e pittogrammi di pericolo;
  • introduzione delle avvertenze Attenzione! e Pericolo!;
  • sostituzione delle frasi R con Indicazioni di pericolo o Hazard Statements (H).   

I lavoratori per i quali la valutazione dei rischi ha evidenziato un rischio per la salute devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria (art. 242 d.lgs. 81/2008).

La realizzazione della sorveglianza sanitaria costituisce uno degli obblighi a carico del datore di lavoro e del dirigente e viene effettuata dal medico competente: quest’ultimo, fornisce un giudizio di idoneità sulla salute dei lavoratori in relazione ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

In Italia, l’istituzione del registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni risale al 1994 che regolamenta per la prima volta in modo organico la tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro introducendo l’obbligo di registrazione delle esposizioni professionali ad agenti cancerogeni (d.lgs. 81/2008).

L’obiettivo principale dell’istituzione del registro e quello di individuare priorità e strategie finalizzate a promuovere interventi di prevenzione primaria nei luoghi di lavoro volti ad eliminare, o quanto meno a ridurre, il numero dei lavoratori esposti ed i livelli di esposizione a cancerogeni occupazionali. Il riconoscimento dei lavoratori esposti a cancerogeni, oltretutto, consente di porre in relazione l’occorrenza delle patologie neoplastiche con esposizioni pregresse, rendendo possibile l’identificazione di situazioni a maggior rischio per la salute e favorendo la loro prevenzione.

Di seguito sono riportati i principali agenti cancerogeni presenti nei principali processi industriali di fabbricazione di prodotti. Nella tabella vengono riportati anche le patologie causate dall’esposizione a questi agenti, i limiti di esposizione imposti dalla Legge e le misure di prevenzione.

SOSTANZAPRESENZA/UTILIZZOPATOLOGIE/ORGANI BERSAGLIOLIMITI DI ESPOSIZIONEMISURE DI PREVENZIONE
AMIANTOVecchi edificiCancro del polmone, mesotelioma maligno diffuso0,1 fibre/cm3 per 8 ore lavorativeØ  Limitare contatto con fibre del materiale
NICHELProduzione industriale (industria siderurgica, galvanica, saldatura, batterie, industria chimica per la produzione di pigmenti)Cancro ai polmoni, ai seni nasali. Reazioni allergiche per contatto con pelle.0.005 mg /m3 per la frazione  respirabile e 0,02 mg /m3 per la frazione inalabile per 8 ore lavorativeØ  Utilizzare la visiera con protezione laterale. Ø  Indossare appropriati guanti di protezione per sostanze chimiche. Ø  Proteggere le vie respiratorie in caso di formazione di polveri.
BENZENEProduzione industriale (carburanti, coloranti, detergenti, antiparassitari, esplosivi, farmaci, ecc.), raffinazione, stoccaggio e distribuzione della benzina.Leucemia all’apparato linfoematopoietico. 3,25 mg/m3 per 8 ore lavorativeØ  Non utilizzare materiali contenti benzene; Ø  Ridurre al minimo l’uso di materiali che possono contenere benzene (colle, adesivi, solventi, vernici); Ø  Durante l’utilizzo di materiali contenenti benzene ventilare adeguatamente i locali; Ø  Durante le lavorazioni mantenere il livello di concentrazione più basso possibile, rispettando i limiti di esposizione professionale; Ø  Non fumare in ambienti chiusi; Ø  Sistemi di ventilazione meccanica devono essere dotati di idonei filtri e regolarmente controllati.
CROMOProduzione di composti, processi di saldatura, placcatura, verniciatura dei materiali metallici (trattamento e rivestimento dei metalli), nell’industria galvanica per aumentare la resistenza dei materiali contro la corrosione, in quella chimica per la produzione di pigmenti inorganici, e nei trattamenti di purificazione chimica.Azione tossica e cancerogena a carico dell’apparato respiratorio. Cancro ai polmoni, ai seni nasali e al naso. Ulcerazione e perforazione del setto nasale, problemi respiratori, eruzioni cutanee, indebolimento del sistema immunitario, danni allo stomaco, al fegato e ai polmoni.0,005 mg/m3 per 8 ore lavorativeØ  Monitoraggio ambientale e personale dell’esposizione; Ø Informazione/ formazione degli addetti; Ø  Adozione di appropriati dispositivi di protezione individuali (es. indumenti protettivi adeguati, maschere respiratorie e occhiali a mascherina/visiera).
IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICIRaffinazione del petrolio, produzione di coke da carbon fossile, produzione e impiego di pece e catrame di carbone, produzione e impiego di nerofumo, dell’alluminio con processo Soderberg, produzione di oli minerali, procedimenti di cottura dei cibi (cibi carbonizzati, cibi cotti alla brace, cibi affumicati), urbanizzazione (fasi lavorative di asfaltatura), smaltimento dei rifiuti, fumo di sigaretta, ecc.Tumori del polmone, dell’esofago, del colon, del pancreas, della vescica e della mammella.Non sono definiti valori limite di esposizione specifici per questa classe di agente, ma ne ritroviamo alcuni come: miscele di IPA quali pece, catrame di carboni volatili il cui TLV-TWA e pari a 0,2 mg/m3 e del naftalene, TLV-TWA di 10ppm per 8 ore lavorative.Ø  Ridurre il livello di esposizione alla sostanza; Ø  Sistemi di aspirazione o aumentare la ventilazione ove necessario; Ø  Utilizzo di idonei DPI per la protezione delle vie respiratorie quali facciale filtrante antipolvere di classe 2 con filtro in carbone attivo (FFP2SL);
CVMProduzione del polivinilcloruro (PVC), dei prodotti in PVC, e dei suoi copolimeri.Tumore del fegato tra cui l’angiosarcoma del fegato. Può colpire il cervello, i polmoni e il sistema ematopoietico.1 ppm (2,6 mg/m3) in 8 ore lavorativeØ  Uso di respiratori per le operazioni a più alto rischio; Ø  Uso di maschere facciali per sensibili livelli di rischio; Ø  Riduzione dell’esposizione anche al di sotto dei limiti di esposizione.
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